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Accogliere i giochi e gli sport tradizionali irlandesi a Tocatì significa aprire le porte a un’isola che ha fatto del gioco una questione di resistenza e di appartenenza. In Irlanda, il gioco non si è mai separato dalla vita: è rimasto nelle strade di campagna, nei prati, nei pub, nelle mani e le memorie di chi lo ha trasmesso di generazione in generazione.

I Gaelic Games come hurling, camogie, calcio gaelico, handball, rounders sono espressioni viventi di una cultura che si è tramandata attraverso secoli di storia difficile. L’hurling, con oltre tremila anni di storia, è stato riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità: non solo per la sua antichità, ma per ciò che rappresenta oggi nelle comunità che lo praticano. È considerato parte intrinseca della cultura irlandese, con un ruolo centrale nel promuovere salute, inclusività e spirito di squadra. I club e le associazioni che lo tramandano sono organizzazioni volontarie: nessuno viene pagato per giocare, e nessuno smette di farlo.

In questa cultura, ogni gesto ha radici. Ogni tiro, ogni lancio riporta a un tempo in cui il gioco è stato anche forma di resistenza. Quando tutte le armi vennero proibite, i manifestanti nazionalisti usarono il camàn, la mazza dell’hurling, negli scontri con l’occupante. Il gioco come corpo, come voce, come appartenenza a una terra.

I giochi che incontrerete a Tocatì

L’Hurling e il Camogie sono il cuore pulsante dei Giochi Gaelici. L’ hurling è lo sport di squadra più veloce al mondo: la sliotar, la piccola palla di cuoio, può raggiungere i 150 km/h. Eppure in questa velocità c’è precisione, c’è lettura del campo, c’è intesa tra giocatori che si conoscono da una vita. Il camogie, la versione femminile dell’hurling, condivide la stessa intensità e la stessa bellezza, con un ritmo e un approccio tattico del tutto propri.

Il Gaelic Football combina elementi del calcio, del rugby e della pallacanestro in un gioco che si legge con tutto il corpo. Veloce, fisico, collettivo: uno sport che trasforma ogni comunità in una squadra.

Il GAA Handball (liathróid láimhe) è uno dei giochi più antichi dell’isola. Il primo riferimento scritto a un gioco simile in Irlanda risale agli inizi del 1500, e ritrovamenti archeologici suggeriscono che versioni più antiche risalgano addirittura all’epoca celtica. Una piccola palla, un muro, le mani: il gesto più essenziale del gioco.

Il Rounders è uno dei progenitori del baseball americano, ancora vivo e praticato in tutta l’isola attraverso club e campionati organizzati dalla GAA. Una storia di migrazioni e memorie che ha attraversato l’Atlantico e non ha mai smesso di tornare.

Il Ból an bhóthair ( il bowling su strada) è forse il gioco più sorprendente. Una palla di ferro lanciata lungo strade di campagna per chilometri, con la folla che cammina accanto ai giocatori, discute la traiettoria, suggerisce la linea giusta. È uno dei pochi sport al mondo in cui il pubblico si muove con il gioco, invece di aspettare che il gioco venga da lui. La premessa è di una semplicità disarmante: chi raggiunge il traguardo con il minor numero di lanci vince. Ma in quella semplicità si nasconde una lettura del territorio, le curve, i dossi, i bordi della strada, che è sapere antico, trasmesso a voce, affinato con gli anni.

A Tocatì, il Ból an bhóthair incontrerà la Boccia su strada di Urbino: due tradizioni che condividono la stessa vocazione.

Il Poc Fada è una competizione tradizionale in cui i giocatori colpiscono una sliotar lungo un percorso di montagna cercando di coprire chilometri con il minor numero di colpi. La versione più celebre si svolge sulle montagne di Cooley, nella contea di Louth, ed è ispirata a un’antica leggenda. Un gioco che trasforma il paesaggio in campo, e il cammino in sfida.

Lo Skittle e i giochi da pub come carte e freccette completano il quadro di una cultura ludica che non separa il gioco dalla convivialità. In Irlanda, il pub è un luogo di cultura, di musica, di storie collettive. Portare quei giochi nelle strade di Veronetta significa portare anche quello spirito.

Irish harping ph credits Kieran Cummins

La musica che accompagna tutto

In Irlanda, il gioco non si separa dalla musica. Le Uilleann Pipes, le cornamuse irlandesi, suonate con il mantice azionato dal gomito, non con il fiato, offrono un modo importante di socializzare e svolgono un ruolo fondamentale nei momenti della vita comunitaria: matrimoni, funerali, celebrazioni. Danno un senso di radicamento e di connessione con il passato. Sono riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

La clàirseach, l’arpa celtica, è l’emblema dell’Irlanda: compare sulla moneta, sulle insegne dello Stato, incisa nella memoria di un popolo. Gli arpisti erano considerati figure di grande rispetto nell’Irlanda antica, spesso al seguito dei loro patroni nei viaggi e nelle occasioni solenni. L’arpa accompagnava i racconti dei bardi, le storie dei luoghi, la poesia della terra. Anche questo è patrimonio immateriale UNESCO.

A Tocatì potrete ascoltare, e potrete provare. I workshop di Uilleann Pipes e di arpa celtica vi inviteranno a entrare, con le mani e con le orecchie, in un universo vivo e vibrante.

Un invito a partecipare

Entrare nell’area irlandese di Tocatì è entrare in un’isola che ha sempre fatto del gioco uno spazio di libertà. Non una rievocazione, non uno spettacolo: una pratica viva, portata da chi la pratica davvero, nelle strade di tutti i giorni, nelle contee di Cork e Armagh, nei prati delle comunità gaeliche di tutta Europa.

Il saluto più semplice in irlandese è fáilte: benvenuto. È anche il modo in cui l’Irlanda si presenta al mondo, con il gesto aperto di chi sa che ogni incontro è un inizio.

Ph credits: Sam Barnes, Irish Independent, GAA, Tourism Irland