Auditorium

FORUM INTERNAZIONALE DELLA CULTURA LUDICA Riflessioni
Il Festival Incontra il Mondo Ludico, Racconti, filmati e oggetti di gioco

Quando

SAB e DOM dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30


Dove


Concepito come luogo di riflessione e incontro, il Forum Internazionale della Cultura Ludica è lo spazio che l’Associazione Giochi Antichi dedica a tutte le persone che vogliono approfondire i temi legati alla pratica del gioco tradizionale e alla diffusione dei valori che lo contraddistinguono. È il cuore pulsante del festival e riflette la sua natura inclusiva e dinamica, dove “il giocare” è un invito a chiedere, scoprire, partecipare. Qui i visitatori possono sentirsi parte delle comunità ludiche, incontrarne i protagonisti e scoprire i musei etnografici che garantiscono la conservazione delle tradizioni locali per diffonderne la cultura e il valore.

 

Qui di seguito il programma di incontri, gioco e musica dell’Auditorium del Forum della Cultura Ludica: 

 


Sabato 15

Ore dalle 10.00 alle 13.00 : Presentazione del Progetto Europeo BRIDGE – Promozione degli Sport e dei Giochi Tradizionali, PONTE per un dialogo interculturale
con Prof. Pere Lavega, presidente AJEST, Modera: Prof.ssa Lucia Allari, Liceo “Calabrese-Levi ” di San Pietro In Cariano, Partecipano: I protagonisti, studenti, professori, ricercatori, e rappresentanti del Festival Tocatì e di AEJeST coinvolti nel progetto Bridge

Il progetto, promosso dall’associazione europea Aejst (European Traditional Sports and Games Association) e promuove i giochi e gli sport tradizionali europei (European traditional sports and games, ETSG) come PONTE per favorire una coesistenza interculturale pacifica. Gli obiettivi specifici sono: lo sviluppo di un modello, attraverso i giochi e sport tradizionali, di migliori pratiche per l’educazione in una coesistenza interculturale; la creazione di un modello per le organizzazioni di giochi e sport tradizionali dove i ragazzi, gli adulti e gli anziani possano condividere un dialogo interculturale in modo pacifico; l’istituzione di una rete transnazionale sostenibile per promuovere gli sport e giochi tradizionali, aspirando allo scambio di migliori pratiche ed esperienze; la dimostrazione, attraverso evidenze scientifiche, del contributo (impatto sociale) di giochi e sport tradizionali per la promozione di un dialogo interculturale. La parte finale del progetto prevede, in collaborazione con Associazione Giochi Antichi, varie attività all’interno della sedicesima edizione di Tocatì.

Il progetto ha coinvolto diverse Università e Istituti di Educazione e le Scuole provenienti da più paesi europei: l’Institut Nacional d’Educació Física de Catalunya (Spagna), Università degli studi di Bologna (Italia), Universidade de Coimbra(Portogallo), Universidad de Murcia (Spagna), Université Paris Descartes (Francia) e infine l’ Universidad del País Vasco/Euskal Herriko Unibertsitatea en Vitoria (Paesi Baschi).

Ma i veri protagonisti sono gli alunni delle scuole coinvolte: Collège-Lycèe Public Jules Verne di Nantes (Francia), l’Istituto tecnico L. Calabrese – P. Levi di Verona (Italia), Agrupamento de Escolas da Lousã di Lousã (Portogallo) e l’Institut de Flix di Tarragona (Spagna).

 

PAUSA

 

Ore dalle 15.00 alle 16.30 : La ricerca in gioco – Tavola rotonda della rete italiana per la salvaguardia dei giochi e sport tradizionali
con Dott.ssa Valentina La Piccirella Zingari AGA-Simbdea, Partecipano: Giuseppe Giacon, AGA; Renata Meazza, Regione Lombardia;  Moreno Bolzoni, Comunità Ludica della Ciaramela,  Benedetta Ubertazzi, Università Milano Bicocca; Anna Paini, Università di Verona; Stefania Baldinotti, ICDE-Mibact; Alessandra Broccolini, La Sapienza Università di Roma; Lia Giancrostofaro, Università di Chieti-Pescara; Vita Santoro, Cattedra Unesco di Matera; Gabriele Desiderio, UNPLI.

La tavola rotonda propone una riflessione condivisa sulle nuove stagioni della ricerca finalizzata alla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Nel 2017, un primo incontro della rete italiana di Tocatì ha inaugurato un processo di identificazione del patrimonio ludico tradizionale a scala nazionale. Questo progetto conoscitivo vede impegnate diverse comunità ludiche in dialogo con i ricercatori e responsabili di Istituzioni a livello locale, regionale e nazionale. La tavola rotonda darà la parola a ricercatori e comunità, in un dialogo su metodi, obiettivi e sfide della documentazione partecipativa e della ricerca finalizzata agli inventari del patrimonio culturale immateriale.


Ore dalle 16.30 alle 17.00 : La valutazione dell’impatto economico e la Certificazione ISO 20121 del Tocatì
con Emanuele Tagetto, socio AGA Partecipano: Prof. Fabio Cassia, Professore associato di Economia e gestione delle imprese, Dipartimento di Economia Aziendale, Università di Verona Diego Caloi, direttivo AGA, responsabile sostenibilità del Festival

Scopo dell’intervento è presentare la ricerca che il Dipartimento dell’Università di Verona, in collaborazione con AGA – Associazione Giochi Antichi, sta svolgendo con l’obiettivo di valutare l’impatto economico diretto netto del Tocatì sulla città di Verona. Gli eventi culturali come il Tocatì sono infatti di notevole importanza per le città ospitanti anche per i loro effetti economici, spesso però trascurati in quanto non immediatamente visibili. Una corretta valutazione degli impatti economici, oltre ad essere di utilità per i diversi soggetti coinvolti, può anche contribuire alla sostenibilità dell’evento.


Ore dalle 17.00 alle 18.00 : Il gioco tradizionale nella Repubblica Ceca: dal gioco rurale allo sport urbano

con Petr Janecek, etnologo, università Carlo, Praga Lubos Rosenberg, direttore dell’Ente Nazionale Ceco per il turismo in Italia Daniela Zaveska, dipartimento di Etnografia, Museo Nazionale, Praga Modera: Lorenza Pizzinelli, giornalista

Dopo una breve introduzione di Rosenberg che illustra le particolarità del territorio e della cultura della Repubblica Ceca (che unisce Boemia, Moravia e parte della Slesia) inteviene Janacek, etnologo e folklorista esperto di patrimonio culturale immateriale Ceco. Con l’aiuto di un supporto audiovisuale presenta giochi rurali arcaici, poi passa ad analizzare i giochi contemporanei e le attività ludiche urbane e suburbane tipiche della società Ceca a partire dalla seconda metà del XIX secolo, come i movimenti culturali volti alla diffusione dell‘educazione fisica che fanno capo ad istituzioni come SOKOL e OREL, e a seguire le attività promosse durante il Socialismo di Stato (come le Spartachiadi). Conclude con una sezione dedicata ai giochi contemporanei connessi al movimento del Tramping Ceco e alle attività ludiche pubbliche emerse nelle ultime decadi. A seguire, Záveská illustra brevemente il Museo Nazionale di Praga: la sua vasta collezione etnografica dedicata alle tradizioni e le attività che organizza nel parco pubblico circostante.

Domenica 16

 

Ore 10.00 : Il Gioco dell’Oca e le sue immagini: storia e significati di un gioco da tavolo e di percorso mosso dai dadi.
con Dott.ssa Patrizia Giamminuti, storica dell’arte, vincitrice del Premio Gaetano Cozzi per saggi di storia del gioco conferito dalla Fondazione Benetton nel 2016, Dott.ssa Patrizia Boschiero, responsabile delle edizioni della Fondazione Benetton

Sono diversi gli indizi che ci spingono a credere che il Gioco dell’Oca abbia avuto un’origine colta e aristocratica e non sia un semplice gioco da tavolo per l’infanzia, così come viene considerato oggi. Citato in documenti e lettere relativi a celebri sovrani del XVI e del XVII secolo, questo gioco di percorso ricorda nella sua forma la descrizione della Tavola di Cebete, componimento allegorico in lingua greca diffuso nelle corti italiane a partire dal XV secolo, e nasconde nelle sue caselle, tra premi e ostacoli, numerose simbologie che sembrano riprodurre il tortuoso itinerario della vita umana verso il premio finale del Giardino.


Ore 11.00 : Le “battuglie di pastellessa” e i giochi tradizionali
con Vincenzo Capuano Ingegnere, Segretario della ONG accreditata UNESCO “Associazione Sant’Antuono & le Battuglie di Pastellessa”

Ogni anno a Macerata Campania in occasione della millenaria Festa di Sant’Antuono vengono eseguiti gli attesi giochi tradizionali. Essi rappresentano momenti di vita di un tempo che fu, ancora attuali nella cittadina casertana e trovano la giusta collocazione nella festa antoniana, dove vengono ricreati quei momenti ludici della comunità. Il “Palo di sapone”, il “Tiro alla fune”, il “Giro della botte” sono solo alcuni dei giochi eseguiti dai gruppi partecipanti: le “battuglie di pastellessa” composte dagli oltre 1500 bottari presenti sul territorio

 

A seguire: Gruppo musicale “Pastellesse Sound Group – I bottari di Macerata – Campania”

 

Ore 12.00 : Le pupazze di Roviano

con Danilo Folgori, Giuseppe Folgori, Montanino Moltoni e Antonio Nagni, costruttori di pupazze

“La “pupazza” o “pantàsima” (o anche “pupa”, “signora”, “mammoccia”) è un grande fantoccio realizzato artigianalmente, con cartapesta su una intelaiatura di canne, ferro o altro materiale, protagonista di alcuni riti e feste dell’Italia centrale. Solitamente ha fattezze femminili e forme pronunciate. Viene fatta ballare durante le feste e alla fine, in genere, bruciata: questa danza chiude simbolicamente il ciclo festivo dell’estate, mietiture, trebbiature e raccolti,  ed annuncia l’autunno e l’inizio della vendemmia e della raccolta delle olive. Dopo due giorni di costruzione, nello spazio dedicato al Museo delle Civiltá in Cortile Mercato Vecchio, le pupazze vengono oggi ufficialmente presentate in Auditorium e fatte danzare.

 

PAUSA

 

Ore 15.00 : Le donne di Farigliano e il gioco delle bije
con Giancarlo Tavella – Presidente “Associazione Birilli di Farigliano – Gioco delle Bije” e Mancardi Ornella – Giocatrice

Le donne di Farigliano che giocano i birilli sono una vera forza di comunicazione per l’intera collettività. Il fatto che le protagoniste siano soltanto donne e che l’unica presenza maschile sia quella dell’arbitro, accresce la portata storica e l’importanza del gioco, anche a livello psicologico, per il senso di rivalsa che le donne si prendono sugli uomini. Come per sentirsi rivendicate da un’antica condizione di sottomissione, infatti, tirano la boccia (ribata) con una certa foga contro i birilli (bije) che proprio per la loro forma rappresentano la sessualità maschile. Che l’espressione di questa autonomia e libertà sia il gioco, un gioco tutto femminile, è importante sottolinearlo, perché il gioco è condivisione di culture e di valori ed è attraverso di esso che si comunicano e si scambiano le esperienze di donne e uomini liberi che vogliono un mondo di benessere e di pace senza confini.

 

A seguire: gruppo musicale  “Corale Gat Ross di Farigliano”

 

Ore 16.00 : L’evoluzione della fionda

con Giancarlo Ceolin Presidente “Chei de fionde”

“Chei de fionde”, in italiano “quelli della fionda”, è la prima società sportiva dilettantistica italiana dedicata a questo sport. Nata a San Giovanni al Natisone (UDINE) nel 1997, in 20 anni la societá, tesserata FIGeST, affiliata del CONI, é cresciuta intessendo legami con altre realtà nazionali ed estere, partecipando ed organizzando annualmente tornei europei.  A Giugno 2018, ha preso parte al primo campionato Mondiale di tiro con la fionda a Gualdo Tadino (PERUGIA), dove erano presenti 18 Nazioni. Obiettivo della società è portare la fionda a sport olimpico.

 

Segue: Dimostrazione di costruzione di una fionda.

 

Ore 17.00 : Palla Tamburello, tra gioco e sport

con Andrea Andreoli Presidente Regionale FIPT Veneto (Palla Tamburello)

La storia del Tamburello ed il periodo d’oro di questo sport negli anni 70 e 80: le squadre “mito”, alcuni campioni che ne hanno segnato la storia ed il rapporto che in passato si era creato tra la squadra di tamburello e la comunità. Spesso infatti il “paese” si identificava proprio con i giocatori di tamburello, in un rapporto davvero particolare.

 

Segue: Dimostrazione di costruzione di un tamburello.

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