Tocatì al Film Festival della Lessinia

Giovedì 24 agosto Tocatì, grazie al laboratorio proposto dagli amici di Reinventore, riconferma la sua collaborazione con il Film Festival della Lessinia.

Giunto alla sua XXIII edizione, il Festival cinematografico trova nel teatro di Bosco Chiesanuova la cornice perfetta per presentare agli spettatori le numerose pellicole in programma, che propongono un viaggio attraverso la vita, le storie e le tradizioni montane. A essere raccontate, tramite i protagonisti, sono le comunità che tra le montagne hanno trovato la loro casa o il loro rifugio. Proprio l’importanza riconosciuta al territorio, confermata anche nel proporre la consumazione di prodotti locali tipici, avvicina il Film Festival della Lessinia al nostro Tocatì.

Se questa edizione del FFDL pone l’attenzione sul concetto di confine e sprona a reinventarlo vedendolo come orizzonte culturale da indagare con curiosità, Tocatì non smette di meravigliarsi nel constatare come, una volta valicati questi confini immaginari, comunità apparentemente lontanissime siano ludicamente vicine. Ogni anno FFDL con le sue pellicole permette di scoprire la vita condotta sui monti di tutto il mondo, Tocatì, allo stesso modo, attraverso il gioco, rende possibile incontrare in ogni edizione le tradizioni di un diverso Paese Ospite, con la storia e le particolarità del territorio da cui proviene. La montagna e il gioco si presentano così come elementi aggreganti che fanno incontrare appassionati e giocatori appartenenti a realtà che si scoprono non così lontane. Il Film Festival della Lessinia ponendosi come “contrabbandiere di lingue e di culture” sembra proprio, per altro giocando con il linguaggio, condividere la volontà di Tocatì di porsi come ponte che faciliti l’incontro e la scoperta di mondi ancora inesplorati.

La magia della montagna al Tocatì

Quest’anno al Tocatì potrai incontrare la magia della montagna grazie alla conferenza tenuta da Anna Torretta, pluricampionessa di arrampicata su ghiaccio.

«Apro un poco la porta del rifugio, uno spiraglio, giusto per osservare il cielo nero e i milioni di stelle che lo puntellano. Non un suono, solo il vento che scivola sul ghiaccio. Ed è in questo momento che capisco di averla trovata, di avere azzeccato la giusta prospettiva, la ragione che spinge chi come me ama la montagna a fare quello che fa, il senso che tiene insieme tutte le esperienze. È la pace dopo la fatica, la bellezza dei luoghi, il superamento delle paure. È l’amore.»

Scoprila Giovedì 14 Settembre, presso la Biblioteca Civica di Verona, Spazio Nervi.

 

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